Una mattina per fare un
esempio, io e mia madre stavamo dormendo nel nostro lettone, quando
irruppero in casa poliziotti armati di mitra. Non so cosa o chi
stessero cercando, comunque ci svegliarono col mitra puntato. Fu uno
dei tanti risvegli forzosi che ho vissuto, ma mi è rimasto impresso.
Dopo di che, nel 1977 i
miei genitori si sono separati, io avevo tre anni e mia madre andò
in India in autostop, per fare un sopralluogo del posto e decidere se
poteva in seguito portarmi là con se.
Non oso pensare alle sue
avventure di quel lungo viaggio in autostop.
Mia madre era una donna
veramente molto bella, allora.
Comunque riuscì non so
come anche a tornare a prendermi, ovviamente aveva deciso che avremmo
potuto affrontare il viaggio insieme.
Però mi portò in aereo
e ricordo ancora il film di Charlot che diedero per intrattenerci
durante la lunga traversata, non chiedetemi come faccio a ricordare,
ma è la verità: ho ricordi vivissimi anche se avevo solo tre anni
appena.
In India è stata dura
per me, il cibo era tutto piccantissimo e io mangiavo solo omelettes,
che mi faceva la moglie di Pascàl.
Pascàl era il gestore di
una specie di locale fatto di palme, sulla spiaggia di Goa; faceva da
mangiare per i turisti che stazionavano lì, chi per mesi chi per
anni.
La moglie lavava i piatti
ed era l'incaricata alle mie omelettes personali.
In questa specie di
chioschetto avevano una capra con la quale feci subito amicizia, le
diedi anche un nome: Margherita. Passavo un sacco di tempo in sua
compagnia.
Mia madre si innamorò di
un certo Gonzalo, che la abbandonò poco dopo lasciandola prostrata.
Io trovai in giro un
cucciolotto di cane che chiamai Rosy, stava sempre con me. Un giorno
non lo trovai più e
uno stronzo mi disse che probabilmente se lo erano mangiato. Non so quanto ho pianto per Rosy.
uno stronzo mi disse che probabilmente se lo erano mangiato. Non so quanto ho pianto per Rosy.
Poi è successo qualcosa
che tuttora non è chiaro.
Molto probabilmente un
baba le diede da bere una tisana di datura, perche mia madre non fu
mai più la stessa.
Fino ad allora la sera mi
raccontava favole bellissime inventate da lei, nelle quali io ero
sempre la protagonista.
Dopo, invece, girava
nuda, delirante, senza un centesimo, facendo cose terribili a se
stessa.
Ero io che la portavo in
giro per mano, ricordo che camminavamo tantissimo.
Ad essere sincera molte
cose le ho rimosse perchè troppo dolorose per la bimba che ero, ma
altri ricordi sono e saranno per sempre impressi a fuoco nella mia
mente.
Per esempio ricordo che
camminando giungemmo un giorno nei pressi di un piccolo villaggio,
dove gli abitanti si resero subito conto che qualcosa non andava.
Chiusero mia madre dentro
una specie di gabbia fatta di sbarre di legno, mentre io gironzolavo
all'esterno. Mi davano da mangiare in una ciotola, che un giorno
porsi a lei attraverso le sbarre, credendola affamata. Il risultato
fu che lei mi azzannò la mano.
Mi sono resa conto da
poco che essendo chiusa in gabbia come un animale, da tale si
comportò.
Nel frattempo in Italia,
mio padre annusò l'aria pesante date le frammentarie brutte notizie
che ricevette dall'India.
Già. Qualcosa era andato
storto.
Da babbo preoccupato
prese il primo aereo per venire a recuperarci.
Trovarci non fu facile ma
ce la fece.
Mia madre era stata
ricoverata in un ospedale psichiatrico indiano, dove la tenevano
legata al letto con delle lenzuola, perchè era violenta. Ricordo
ancora l'ospedale e quando la andammo a trovare.
Quando proposero a mio
padre di farle l'elettroshock, lui la fece scappare e in seguito
tornammo in Italia.
Ad onore del vero e del
giusto, debbo dire che con mia madre non ho passato solo momenti
terribili. Ho vissuto con lei anche attimi piacevoli, per esempio
quando stavamo nella nostra piccola casetta a Tellaro, un minuscolo
paese in Liguria, dove passavamo le vacanze. Era il nostro nido, alla
sera per farmi addormentare mi leggeva favole dei fratelli Grimm,
oppure di Andersen, mentre dalla finestra socchiusa per fare entrare
il fresco della sera, i gatti del paese venivano a trovarci. Quella
casa ci è stata sottratta a tradimento, e questo è stato molto
triste per noi. Era il nostro dolce rifugio.
Oppure quando in via
Marsili facevamo il bagno nella vasca io e lei.
Sono pochi momenti di
tranquillità che abbiamo vissuto insieme per un attimo.
Tornata in Italia, ero
piena di pidocchi e non volevo più mettermi le scarpe.

Nel primo viaggio in India di tua madre, quello che tu chiami di sopralluogo, dovevo partire con lei. Poi io cambiai programma. Tempo dopo arrivò la notizia che tuo padre era venuto a recuperarvi, e che lei era uscita di testa. C'era qualcosa di incomprensibile..... non sembrava potesse succedere alla persona che era prima
RispondiEliminaLa foto e' meravigliosa e tu in braccio ad una donna davvero bella! Quello in alto a dx con i baffi e' Paolo ?!? Attendo il prossimo capitolo ;-)
RispondiEliminaYes, quello in alto a destra è Paolo, mio padre. La bella bionda è mia madre.
EliminaHo ancora vivo nella memoria della mia giovinezza a Bologna quel volto dolcissimo, una bellezza nordica e lieve che ricordava i film di Bergman.
RispondiEliminaalice....moko
RispondiEliminaQuel baba ha accumulato un Karma molto molto negativo.
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