mercoledì 12 novembre 2014

Giocavo a nascondino.

Durante una calda estate passata con mia madre, avevo già 14 anni e i petardi sotto i piedi.
Scalpitavo.
Ci sono sempre stati, a Bologna, posti nei parchi più carini dove si poteva socializzare, prendere il fresco della sera e ballare e ubriacarsi, anche senza soldi.
Io, che ho sempre amato la notte, accompagnavo volentieri mia madre in uno di questi posti, lo Spiraglio.
Non ballavo e non bevevo, osservavo mia madre fare follie in pista.

Mi sentivo sola.

Mia madre conquistò un bel tipone con un macchinone blu, che ci dava sempre uno strappo a casa, alle 5 di mattina. Era gentile.

Io ero rotondetta nei punti giusti, capelli lunghissimi.
Nel mio piccolo feci conquiste anche io.
Quando nessuno mi metteva nei casini, mi ci fiondavo da sola, forse per attirare l'attenzione, come da piccola quando infilai due dita nella presa della luce.
Allo Spiraglio,una sera, uno zingarello di 17 anni corse dietro al mio culo.
Mia madre se ne andò con il macchinone blu, ormai era amore, e io rimasi a piedi.
Io ed una banda di zingarelli ballerini rubammo un Ciao e  andai a casa in motorino.

A circa 10 anni annunciai profetica alla mia amatissima Nonna che: " Appena compio 14 anni, scappo di casa."

E infatti scappai con gli Zingari, nella loro casa in provincia di Pescara.

Non me ne vogliano gli amici Pescaresi, ma ritengo che Pescara sia una delle città più brutte d'Italia.

Avevo lasciato a Tee, prima di scappare, il mio diario e la mia minigonna preferita.
Da quel momento solo gonne lunghe, per me.
Lo zingaro aveva dieci sorelle tutte vestite di nero, in lutto per i genitori, sei fratelli alcoolizzati e in lutto anche loro, sposati e con figli. Tutti sotto lo stesso tetto.
Per mia fortuna avevano un paio di roulottes in più, parcheggiate nel cortile ed io ne occupai subito una insieme al mio sposo ragazzo.
Per mia sfiga, invece, si mangiava solo gallina rubata e appena sgozzata, comprese le zampe.

Il pollo mi perseguita, e io lo Odio.

Però andai con le donne, una notte, a rubare le galline ai vicini. Fu divertente.
Passavano i mesi, e nessuno mi cercava. Mia madre era contenta ed orgogliosa di me.

Difficile scappare dal nulla.



Col macchinone blù era amore, un giorno vennero anche a trovarci, a casa degli zingari, e il ganzo di mia madre ballò per il sollucchero delle sorelle del mio ragazzo.

Ed io che avevo fatto tutto 'sto casino per farmi notare.


Mio padre pensava fossi con mia madre. E' sempre stato un po' distratto.

Scrivere questa storia mi fa ancora pensare e soffrire, perciò la farò breve.

Passai sei mesi in quella roulotte, poi una sera disperata telefonai a mio padre e gli dissi in codice  di venirmi a salvare.
Orecchie alcoolizzate mi ascoltavano rabbiose.

Ripenso adesso a quella mattina che ho trovato mia madre nel letto in coma, dopo che aveva ingoiato milioni di pillole.
Chiamai l'ambulanza, le salvai la vita.

Mio padre mi ripescò dagli zingari con l'aiuto dei cc.

Ci furono gravi conseguenze per me.
Una delle quali fu che persi il primo anno delle scuole superiori.
Ma questa è un'altra storia.

5 commenti:

  1. Il mio commento è che vorrei essere lì a farti un tè mentre scrivi, ad abbracciarti e a portarti buoni dolcetti, per il tè.
    I commenti a parole sono quasi impossibili., senza quasi.
    (michela)

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Non capisco una cosa o forse mi sembra troppo assurda: hai trovato tua madre in coma la stessa mattina che sei tornata a casa?

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  4. CiroCinzano says:
    "Mio padre mi ripescò dagli zingari con l'aiuto dei cc."
    No, fu la polizia. Lo so perché c'ero. Ricordi la spaventosa camera nuziale che t'avevano preparato, gli SFIGATI? Avorio finto plasticoso e la gloria delle filettature dorate. Il letto, l'armadio, i cuscini, i mobili, tutto era incellofanato. Nulla doveva contaminare l'alcova prima della consumazione. E tu con le gonne lunghe da apache pescarese... Non t'ho mai odiato tanto come quel giorno. Ma odiavo ancora di più il fatto di scoprire in un flash stordente come OGNI stronzata detta, fatta, pensata e propalata sui merdosi zingari fosse VERA.
    A volte la gente ci prendono.

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  5. "Difficile scappare dal nulla..."
    un mondo in quattro parole...

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