Gli allungai una gomitata nella costola, svegliandolo, e gli dissi :
- Chiama un taxi, andiamo in ospedale.
Mi infilai un asciugamano fra le gambe e salii sul taxi.
Alle 12.17 nacque il mio primo figlio.
Era un piccolo batuffolo rosa e biondo, bellissimo e sanissimo.
Il parto è stata l'esperienza più forte e bella della mia intera vita. Il dolore si dimentica all'istante, quando ti portano il piccolo.
Cacca, mentre ero in ospedale, perse il mio cane, Pupa. Quell'incapace.
Tornammo a casa di mia madre, che mi tormentava spesso e volentieri, nelle maniere più assurde e rompicoglioni.
Un giorno mio padre mi venne a trovare e mi propose di andare a stare da lui. Accettai al volo.
Ci trasferimmo da lui.
Dopo poco Cacca venne arrestato, ed io rimasi sola con il piccoletto e Blues.
Mia zia mi regalò un fantastico divano letto, dove io ed il mio batuffolino dormivamo insieme.
I parenti di Cacca mi avevano spedito un seggiolone ed una carrozzina.
Non mi mancava niente.
Facevo lunghe passeggiate per Bologna con carrozzina, piccoletto e Blues.
Blues sentiva la mancanza di Cacca, così ogni tanto andava da solo a farsi dei giri in centro, era un cane pazzesco, quando tornava a casa abbaiava ed io gli aprivo la porta.
Un giorno che ero in un parco di Bologna con il piccolo, un mio caro amico venne portato via in ambulanza perchè era in overdose di non so cosa.
Portai il piccolo a casa da mio padre ed andai a trovare Miki in ospedale, Era in coma.
Siccome ero l'unica persona che lo fosse andato a cercare, mi chiesero l'indirizzo ed i miei dati.
Miki era simpaticissimo. Era stato sposato ed aveva anche un figlio.
Poi doveva avere combinato qualcosa di grave e perse tutto e tutti.
Mi arrivò un telegramma: c'era scritto che Miki era morto in ospedale, che la salma era in obitorio in attesa di riconoscimento. Nessuno lo aveva cercato. Dovevo andare a dargli un nome.
Andai.
Miki era sistemato sopra una barella di acciaio completamente nudo e raggomitolato su se stesso, dentro un enorme freezer, congelato.
Pensai che dovevano averlo messo a congelare mentre era ancora in coma.
Continuo a pensarlo.
Alice continua, quello che stai facendo è fantastico. E a scrivere spacchi!
RispondiEliminaMa ti e' passata gia' tutta la fantasia? Era bello leggere i tuoi racconti...
RispondiEliminaDi tanto in tanto, da quando hai aperto il blog e per caso ho trovato il link sul profilo di un mio contatto FB, torno qui e rileggo con passione questi tuoi condensati di vita, estremi ma mai commiseranti, duri, dolci, veri. Non smettere!
RispondiEliminaI love lo pseudonimo cacca.. Mi fai troppo ridere.. Stello
RispondiEliminaCmq lo vedi che si può uscire dall' anonimato?
RispondiElimina