Siccome avevo perso il primo anno delle scuole superiori, ma volevo fare qualcosa comunque, mi trovai un lavoretto.Presi in prestito il Garelli di mio padre e lavorai per circa un anno alla Pelican Service, l'equivalente povero della Pony express.
Sgasavo tutto il giorno per Bologna e provincia a caccia di preziosi tagliandi verdi, che rappresentavano il mio stipendio.
Guadagnavo bene e un giorno mio padre mi disse, scherzando, che se avessi guadagnato più di lui, mi avrebbe picchiato.
Mia madre intanto era fottuta nella sua storia con il macchinone blu.
In uno slancio di affetto e generosità, lei ed il suo ganzo, mi regalarono una fantastica Vespa 50 Special, tutta nera.
Quella Vespa fu mia compagna insostituibile per anni e anni, la adoravo, mi faceva sentire indipendente.Avevo 15 anni ed arrivò settembre.
Decisi di tornare a scuola e mi iscrissi in un istituto professionale per accompagnatore turistico.
Il primo giorno di scuola, quando entrai dalla porta, in classe, alle mie compagne feci paura.
Continuo a chiedermi il perchè.
Nonostante questo, scoprii che andare a scuola mi piaceva moltissimo.
Avevamo per lo più insegnanti giovani, tranne alcune eccezioni.
In particolare con la professoressa di Italiano fu subito Amore intenso e rispetto profondo. Aveva saputo leggere i miei occhi, ed io per lei scrivevo fantastici temi.
Anche il professore di Tecnica turistica era un grande e mi rispettava, nonostante io non studiassi mai la sua materia.
Non studiavo mai, ma andavo bene.
In classe eravamo tutte femmine.
Riuscii a superare la loro atavica paura nei miei confronti, e feci amicizia con tutte.
Un giorno arrivò una nuova ragazza da Milano. Era tutta vestita di nero e aveva le labbra pittate di rosso fuoco. La amai all'istante.
Con lei ci defilammo agli ultimi banchi e ridemmo a crepapelle di tutto e di tutti, per tutto l'anno.
Fummo bocciate entrambe.
Poi ci separarono in classi diverse.
In quel periodo vivevo da mio padre e spesso andavo con la Vespa a trovare mio Nonno in campagna.
La mia passione erano i cavalli e mio Nonno che mi amava, decise di regalarmene uno.
Era meraviglioso e selvaggio, non ancora domato.
Purtroppo si sa che gli adolescenti sono delle merde ingrate, ed io non fui da meno.
Il cavallo proveniva dall'allevamento di un uomo di 58 anni sposato e con figli della mia età.
Questo uomo veniva spesso e volentieri da mio Nonno, per insegnarmi a domare il cavallo. Tutte scuse.
Non so cosa gli prese, ma un giorno mi diede un'appuntamento a Bologna al quale io, ignara, andai.
Mia madre aspettava un figlio ed io , tanto per cambiare, mi sentivo sola.
Ai ragazzi miei coetanei facevo paura.
Fu in quell'appuntamento davanti alla stazione che il cinquantottenne si dichiarò perdutamente innamorato di me.
Iniziai a frequentarlo sempre più spesso, di solito veniva a prendermi per portarmi a mangiare fuori.
Ma un giorno la moglie scoprì tutto ed andò a riferire a mio Nonno.
Addio Nonno, addio meraviglioso cavallo.
Mio Nonno non mi ha mai più rivolto la parola.
Sono comunque rimasta con quell'uomo per un paio d'anni, mentre continuavo ad andare a scuola.
Poi un giorno mi svegliai e lo abbandonai a se stesso. Mi fece un po'di stalking, ma poi smise.
Io avevo perso quasi tutti i miei affetti.
Quanto ero sciocca e superficiale,

Scrivere questa storia mi fa soffrire tuttora.
RispondiEliminaPer questo l'ho scritta in fretta e male.
E sto cercando di sbronzarmi per dimenticare.
<3
Alice, eri sciocca e superficiale a 15 anni???ma daaaai........ :-)
RispondiEliminaFrancesca
La verità è che soffrivo di solitudine. Questo mio soffrire l'ho superato diventando realmente sciocca e superficiale.
Elimina....... ma perchè tuo nonno ha smesso di parlarti?
RispondiEliminaHo sempre amato mio nonno, pienamente ricambiata. Ho già scritto che mio nonno era un uomo d'altri tempi, che forse ha vissuto le mie cagate come un tradimento o una pugnalata alle spalle. Eliminandomi dal suo cuore, forse per non soffrire. era un uomo che non è MAI tornato indietro sui suoi passi.
EliminaChe storia Alice! Belle e commoventi le parole con cui animi questo blog. La tua sincerità mi fa sognare un'altra vita, apprezzo il tuo coraggio. Non sentirti in colpa per ciò che hai fatto, si vede che per te era giusto così.
RispondiEliminaSi è vero la prof di Italiano ti aveva capita e scrivevi già allora benissimo. Insieme ti abbiamo cercata. Mi ricordo che sono venuta in montagnola e chiedevo a tutti. Io e lei per un po' sperammo di rivederti. Io non ho mai riso di te e non mi hai fatto mai paura..anzi mi sei mancata moltissimo. Grazie a te sono diventata grande, mi hai insegnato la libertà. Grazie Alice❤️
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