sabato 8 novembre 2014

Dentro & Fuori

Mia madre non è mai guarita e passava lunghi periodi in ospedale, poi veniva dimessa e smetteva di prendere i farmaci. Ho imparato sulla mia stessa pelle che una cura di psicofarmaci non va MAI interrotta di colpo, pena gravi ricadute, lei non ha mai afferrato 'sto concetto, quindi per una vita intera ha continuato ad entrare, uscire poi rientrare d'urgenza, spesso in ambulanza.

Quando mia madre era in ospedale io andavo sempre a trovarla, anche se ero piccola.
Ho conosciuto e conosco tuttora tutti gli ospedali psichiatrici di Bologna e dintorni.
A Bologna in quel periodo c'era un ospedale psichiatrico dal nome Ottonello, era sui colli e visto dall'esterno era un bel posto, in un grande parco.
All'interno invece si trovava solo sofferenza, ricordo che avevo una paura atavica di quel posto, dove vedevo persone che urlavano legate ai letti, donne in gravidanza isterica, gente violenta.
Ma era più forte di me, lì si trovava mia madre e io salivo sull'autobus e andavo a trovarla.

Intanto andavo all'asilo, dove le maestre dicevano di essere preoccupate per me, perchè invece di giocare con gli altri bimbetti, me ne stavo seduta sotto un albero ad osservare le nuvole.
Sono sempre stata un po'strana. Anche dell'asilo ho ricordi vivissimi, non so come e non so perche, ma mi sembra ieri eppure ho quarant'anni. Ricordo che un giorno ebbi uno slancio bestiale di affetto verso la maestra e le zompai addosso stracciandole il camicione. In effetti ero un po'diversa dagli altri bimbetti.

Il tempo intanto passava inesorabile ed io cominciai le scuole elementari.
Vivevo la maggior parte del tempo a casa dei miei nonni paterni, con mio padre, quando mia madre usciva dall'ospedale, sentivo il bisogno di stare con lei in via Marsili, una grande casa comune abitata da vari personaggi, dove vigeva l'anarchia più totale.
Passavo dall'accogliente casa dei nonni al casino assurdo di via Marsili come se niente fosse.

Intanto andavo a scuola. E crescevo, un po'storta, ma crescevo.
Per mia fortuna ho frequentato le elementari in una delle scuole più belle di Bologna, le Fortuzzi, che si trovavano all'interno dei giardini Margherita, un bellissimo parco.
Uscivo da scuola alle 16.30, a volte veniva a prendermi mio padre o mio nonno, a volte veniva mia madre. A volte invece non veniva nessuno e rimanevo lì come una cogliona.
Ricordo che invece più di una volta sono venuti a prendermi tutti e due e in quelle occasioni mi chiedevano con chi volessi andare. Per me era davvero terribile dovere scegliere solo uno di loro, perchè in cuor mio sentivo di dare una delusione a chi non avrei scelto. Piccole Grandi difficoltà.
Un altra volta venne a prendermi il mio adorato Nonno con un lungo impermeabile e nelle tasche aveva tre o quattro cuccioli di cane, fu fantastico e mandò in deliquio tutti i miei compagni.
Nonostante tutto quello che mi ha fatto passare, la mamma è sempre la mamma, e spesso stavo con lei.
Una notte che dormivo in via Marsili, mia madre si portò a casa un rasta alto due metri, il nome era San.
Lui e mia madre passarono ore a divertirsi a letto, mentre io dormivo nella stanza accanto.
Poi a mia madre venne fame ed andò in cucina a farsi qualcosa da mangiare.
Mentre mia madre pensava al suo stomaco, San fece un salto nel mio letto e mi tastò le tettine appena accennate, visto che avevo sei anni, Voleva scoparmi. Non era sazio.
Io terrorizzata corsi in cucina e dissi a mia madre quello che era successo.
Ma lei non mi credette.

Tornai a letto con la coda fra le gambe e il giorno dopo andai a scuola, come se niente fosse successo.

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