Mia madre non è mai
guarita e passava lunghi periodi in ospedale, poi veniva dimessa e
smetteva di prendere i farmaci. Ho imparato sulla mia stessa pelle
che una cura di psicofarmaci non va MAI interrotta di colpo, pena
gravi ricadute, lei non ha mai afferrato 'sto concetto, quindi per
una vita intera ha continuato ad entrare, uscire poi rientrare
d'urgenza, spesso in ambulanza.
Quando mia madre era in
ospedale io andavo sempre a trovarla, anche se ero piccola.
Ho conosciuto e conosco
tuttora tutti gli ospedali psichiatrici di Bologna e dintorni.
A Bologna in quel periodo
c'era un ospedale psichiatrico dal nome Ottonello, era sui colli e
visto dall'esterno era un bel posto, in un grande parco.
All'interno invece si
trovava solo sofferenza, ricordo che avevo una paura atavica di quel
posto, dove vedevo persone che urlavano legate ai letti, donne in
gravidanza isterica, gente violenta.
Ma era più forte di me,
lì si trovava mia madre e io salivo sull'autobus e andavo a
trovarla.
Intanto andavo
all'asilo, dove le maestre dicevano di essere preoccupate per me,
perchè invece di giocare con gli altri bimbetti, me ne stavo seduta
sotto un albero ad osservare le nuvole.
Sono sempre stata un
po'strana. Anche dell'asilo ho ricordi vivissimi, non so come e non
so perche, ma mi sembra ieri eppure ho quarant'anni. Ricordo che un
giorno ebbi uno slancio bestiale di affetto verso la maestra e le
zompai addosso stracciandole il camicione. In effetti ero un
po'diversa dagli altri bimbetti.
Il tempo intanto passava
inesorabile ed io cominciai le scuole elementari.
Vivevo la maggior parte
del tempo a casa dei miei nonni paterni, con mio padre, quando mia
madre usciva dall'ospedale, sentivo il bisogno di stare con lei in
via Marsili, una grande casa comune abitata da vari personaggi, dove
vigeva l'anarchia più totale.
Passavo dall'accogliente
casa dei nonni al casino assurdo di via Marsili come se niente fosse.
Intanto andavo a scuola.
E crescevo, un po'storta, ma crescevo.
Per mia fortuna ho
frequentato le elementari in una delle scuole più belle di Bologna,
le Fortuzzi, che si trovavano all'interno dei giardini Margherita, un
bellissimo parco.
Uscivo da scuola alle
16.30, a volte veniva a prendermi mio padre o mio nonno, a volte
veniva mia madre. A volte invece non veniva nessuno e rimanevo lì
come una cogliona.
Ricordo che invece più
di una volta sono venuti a prendermi tutti e due e in quelle
occasioni mi chiedevano con chi volessi andare. Per me era davvero
terribile dovere scegliere solo uno di loro, perchè in cuor mio
sentivo di dare una delusione a chi non avrei scelto. Piccole Grandi
difficoltà.
Un altra volta venne a
prendermi il mio adorato Nonno con un lungo impermeabile e nelle
tasche aveva tre o quattro cuccioli di cane, fu fantastico e mandò
in deliquio tutti i miei compagni.
Nonostante tutto quello
che mi ha fatto passare, la mamma è sempre la mamma, e spesso stavo
con lei.
Una notte che dormivo in
via Marsili, mia madre si portò a casa un rasta alto due metri, il
nome era San.
Lui e mia madre passarono
ore a divertirsi a letto, mentre io dormivo nella stanza accanto.
Poi a mia madre venne
fame ed andò in cucina a farsi qualcosa da mangiare.
Mentre mia madre pensava
al suo stomaco, San fece un salto nel mio letto e mi tastò le
tettine appena accennate, visto che avevo sei anni, Voleva scoparmi.
Non era sazio.
Io terrorizzata corsi in
cucina e dissi a mia madre quello che era successo.
Ma lei non mi credette.
Tornai a letto con la
coda fra le gambe e il giorno dopo andai a scuola, come se niente
fosse successo.

woooooh Alice!!
RispondiEliminamolto speciale!!! Non so che altre parole usare!!!
RispondiEliminaHai capito mr.san....gran merdone.....
RispondiEliminala tua forza e' saper soffrire
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