venerdì 21 novembre 2014

CACCA

Nel 1992, fumavo ormai come una Turca e per farlo al meglio andavo sempre al parco.
Conobbi in questo fottuto parco di Bologna, un reduce della guerra dei Balcani, che durante la guerra si era scontrato nelle retrovie con la tossicodipendenza.
Ma era molto bello, soprattutto mi piacevano i suoi capezzoli, era sempre a torso nudo.
Ho già ammesso che ero molto superficiale, ai tempi.
Decisi seduta stante che sarebbe diventato mio, e così fu.

Ma nessuno vuole dare una casa in affitto ad un reduce di guerra tossicodipendente, anche se ha dei bei capezzoli.

Così dormivamo per la strada, dove capitava, e quasi tutte le mattine venivamo svegliati dagli sbirri, che ci intimavano di sloggiare.
In città eravamo ormai noti a tutte le forze dell'ordine, e decidemmo di farci un giro insieme ad una banda di Barboni alcoolizzati, pieni di pidocchi e tutti malati di scabbia.
Ci spostammo insieme a loro in varie città, ma dopo due, massimo tre giorni di sosta, venivamo regolarmente accompagnati alla stazione con il foglio di via. Solo perchè saccheggiavamo supermercati ed importunavamo i passanti facendo colletta.

Avevo ancora capelli lunghissimi e quando mi trovai in testa il primo di una lunga stirpe di pidocchi assuefatti al MOM, piansi a lungo, seduta su una panchina.

Tornammo a Bologna.

Il mio compagno lo chiamerò Cacca d'ora in poi, mi sembra abbastanza onomatopeico.

Cacca fu arrestato mentre eseguiva transazioni illecite e venne spedito agli arresti domiciliari, ed io lo seguii, fedele, ma soprattutto perchè non sapevo dove andare a dormire.

I domiciliari furono un incubo, Cacca è meridionale, ed io a casa sua non c'entravo un gran che.
Inoltre ero ancora piena di pidocchi ribelli che, mentre mangiavo a tavola con tutta la famiglia, piovevano nel mio piatto.
Chiesi un giorno a Cacca, di tagliarmi i capelli, ma lui si rifiutò.

Scappai da quella casa per tornare a Bologna, dove una parrucchiera caritatevole sforbiciò i miei lunghi capelli abitati da colonie di invasori. Addio lunghi capelli.

Dopo alcuni mesi Cacca uscì e tornò da me.

Ci trasferimmo a Perugia, dove dopo due giorni venimmo arrestati entrambi per effimero possesso di sostanza fumereccia.
In carcere feci conoscenza con ergastolane Calabresi che mi minacciarono con un enorme paio di forbici.

Dopo due settimane uscimmo dal carcere insieme ed occupammo una casa.
Vivevamo di colletta.
Io sottrassi un meraviglioso cane ed un suonatore di chitarra, perchè non lo trattava bene.
Il cane si chiamava Blues e doveva essere il MIO cane, ma Cacca se ne impadronì.

Cacca è sempre stato molto egoista.

In quella cazzo di città freddissima, non si trovava sostanza fumereccia, per questo tutti i giovani del posto erano alcoolizzati o tossici ed io, CHE IN TUTTA LA MIA VITA NON HO MAI FATTO USO DI ROBA, mi rompevo immensamente le palle, mentre invece Cacca si trovava benissimo.

Per mia fortuna c'era Blues, grande mio amico e compagno di interminabili giochi.

Cacca mi lasciava per ore, per farsi i suoi giri stupefacentosi, ed io lo aspettavo oltre il ragionevole.

Nel 1995 scoprii di aspettare un figlio.

11 commenti:

  1. Anche se commento solo io, il mio commento è questo:
    AHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!
    <3

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  2. AHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!

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  3. è BBBBELLLLISSSSSIMOOOO!!!! ma è già nella serie fantascientifica o corrisponde tutto al vero? non so perchè, questa cosa mi fa differenza...comunque....secondo me...è tutto vero..... ciao, belli capelli! Tee

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  4. Sei veramente un'ottima scrittrice! Complimenti davvero!

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  5. cazzo starei a leggerti per ore...i tuoi racconti sono tipo l'attack ;-) Fede

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  6. :) ...non vedo l'ora leggere il prossimo racconto!!!

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  7. Per la prima volta nella storia mi ritrovo in trepidante attesa della prossima puntata. Ti leggerei per ore

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  8. quanti ricordi..era un altro mondo....eravamo bellissimi a modo nostro...la gente non ci capiva allora e anche adesso non gli sembra vero quello che scrivi....ci chiamavano punk.poi punkabestia o frikabestia ci volevano fotografare,etichettare,catalogare da qualche parte con il marchio di emarginati barboni sfigati alcolizzati drogati,e pure assassini.ma noi non eravamo niente di tutto quello che ci appioppavano.eravamo semplicemente liberi...la strada era la nostra casa..questo racconto lo adoro ...continua ali che è una figata leggere perche spacchi di brutto.....moko....cmq con i capelli corti stavi benissimo...

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  9. Barbone alcolizzato pieno di scabbia e pidocchi:presente!

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    1. Carissimo, vorrei conoscerti.
      O forse ci siamo GIA conosciuti?
      Il tuo commento mi incuriosisce. Baci. A.

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