martedì 11 novembre 2014

MOZZARELLE?

Parlavo tempo fa con un amico di come da bambini ci bastasse niente per divertirci come pazzi e di come invece una volta adulti ci vogliano un sacco di soldi per un po'di divertimento.

Ci sono state anche vacanze felici nella mia infanzia.
Con mia sorella Tee andai in Calabria più volte e ricordo di come ci stravolgevamo di risate, con un materassino e le onde del mare.
Oppure mattinate intere a tuffarci di testa da uno scoglio, le traversate lunghissime a nuoto verso l'isola, con le nostre mamme inossidabili.
I soldi? Non sapevamo neanche cosa fossero.

Una volta le nostre mamme sulla spiaggia affollata, prendevano il sole in topless e dei cattivissimi bimbi calabresi ci aggredirono nell'acqua, urlando: "TUA MADRE VENDE LE MOZZARELLE!".
Tornammo a riva piene di graffi e lividi.

Una volta mia madre mi portò in Grecia, ed in un viaggio in barca a vela vidi una foca monaca che ci salutò dall'acqua. Potere degli Animali, non trovo le parole per descrivere come mi sono sentita in quel momento.

Oppure quando andavo a Filicudi con mio padre, che vacanze fantastiche.

A Filicudi allora potevi pescare piccole aragoste con le mani.
Non c'era nulla all'infuori della spiaggia e costruzioni discrete che si integravano perfettamente con il paesaggio. Un piccolo molo per i pescatori.
Sulla spiaggia c'era la casa ristorante albergo del sig. Spizzoni e famiglia: moglie e figlia sordomuta.
Ci passavamo l'estate. Non c'erano strade, non esistevano macchine ne televisione o telefono.

Un giorno, mentre il sig.Spizzoni tagliava la legna con l'accetta, si tranciò una mano e mio padre per prestargli soccorso urlava: "NON SI PREOCCUPI, MIO PADRE è UN MEDICO!", fu buffo.

Oppure, ancora, i lunghi periodi che passavo in montagna con mio Nonno.
Fantastiche giornate passate a raccogliere fragoline di bosco o le noci ai piedi di questi alberi meravigliosi e generosissimi. E i funghi, i ciliegi in fiore, il ribes bianco e quello rosso. La stufa a legna.
La montagna è una delle mie passioni.
Mangiavamo squisitezze appena raccolte dall'orto di mio nonno.
Un giorno io e il nonno tornammo a casa dalla spesa e trovammo i maiali sdraiati sul divano.
Mio nonno è sempre stato un tipo particolare.
Una volta, nel periodo precedente al natale, gli venne l'idea di castrare i galli, per farli diventare grassi capponi e farci il brodo a capodanno.
Era medico chirurgo.
I polli hanno i coglioni all'interno del corpo.
Io e mio padre venimmo battezzati aiuto chirurgo seduta stante.
Si trattava di tenere il pollo per le zampe, mentre lui lo apriva e frugava all'interno. Ovviamente il pollo era sveglio.
Svenimmo a turno, prima mio padre poi io, e mio nonno che ci urlava dietro: "PAPPAMOLLI!"
Mio Nonno era così.
Io odio il pollo e le uova.

2 commenti:

  1. io e te ridevamo proprio con niente..... ma forse le onde, i materassini che rotolavano fra i rulli, le nuotate infinite, le puzzette al vento, la libertà.....forse sono tutto....tutto quello che può farci ridere....mi manchiamo.....

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  2. SuperCugina, continua così. Bravissima, ti voglio bene.

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