Ci sono state anche vacanze felici nella mia infanzia.
Con mia sorella Tee andai in Calabria più volte e ricordo di come ci stravolgevamo di risate, con un materassino e le onde del mare.Oppure mattinate intere a tuffarci di testa da uno scoglio, le traversate lunghissime a nuoto verso l'isola, con le nostre mamme inossidabili.
I soldi? Non sapevamo neanche cosa fossero.
Una volta le nostre mamme sulla spiaggia affollata, prendevano il sole in topless e dei cattivissimi bimbi calabresi ci aggredirono nell'acqua, urlando: "TUA MADRE VENDE LE MOZZARELLE!".
Tornammo a riva piene di graffi e lividi.
Una volta mia madre mi portò in Grecia, ed in un viaggio in barca a vela vidi una foca monaca che ci salutò dall'acqua. Potere degli Animali, non trovo le parole per descrivere come mi sono sentita in quel momento.
Oppure quando andavo a Filicudi con mio padre, che vacanze fantastiche.
A Filicudi allora potevi pescare piccole aragoste con le mani.
Non c'era nulla all'infuori della spiaggia e costruzioni discrete che si integravano perfettamente con il paesaggio. Un piccolo molo per i pescatori.
Sulla spiaggia c'era la casa ristorante albergo del sig. Spizzoni e famiglia: moglie e figlia sordomuta.
Ci passavamo l'estate. Non c'erano strade, non esistevano macchine ne televisione o telefono.
Un giorno, mentre il sig.Spizzoni tagliava la legna con l'accetta, si tranciò una mano e mio padre per prestargli soccorso urlava: "NON SI PREOCCUPI, MIO PADRE è UN MEDICO!", fu buffo.
Oppure, ancora, i lunghi periodi che passavo in montagna con mio Nonno.
Fantastiche giornate passate a raccogliere fragoline di bosco o le noci ai piedi di questi alberi meravigliosi e generosissimi. E i funghi, i ciliegi in fiore, il ribes bianco e quello rosso. La stufa a legna.
La montagna è una delle mie passioni.
Mangiavamo squisitezze appena raccolte dall'orto di mio nonno.
Un giorno io e il nonno tornammo a casa dalla spesa e trovammo i maiali sdraiati sul divano.
Mio nonno è sempre stato un tipo particolare.
Una volta, nel periodo precedente al natale, gli venne l'idea di castrare i galli, per farli diventare grassi capponi e farci il brodo a capodanno.
Era medico chirurgo.
I polli hanno i coglioni all'interno del corpo.
Io e mio padre venimmo battezzati aiuto chirurgo seduta stante.
Si trattava di tenere il pollo per le zampe, mentre lui lo apriva e frugava all'interno. Ovviamente il pollo era sveglio.
Svenimmo a turno, prima mio padre poi io, e mio nonno che ci urlava dietro: "PAPPAMOLLI!"
Mio Nonno era così.
Io odio il pollo e le uova.
io e te ridevamo proprio con niente..... ma forse le onde, i materassini che rotolavano fra i rulli, le nuotate infinite, le puzzette al vento, la libertà.....forse sono tutto....tutto quello che può farci ridere....mi manchiamo.....
RispondiEliminaSuperCugina, continua così. Bravissima, ti voglio bene.
RispondiElimina