giovedì 20 novembre 2014

Considerazioni ed Analisi

Sono arrivata al punto in cui volevo arrivare: la mia maggiore età.
La mia vita è stata un concentrato di follie e non posso più appellarmi alla colpa o non colpa dei miei genitori.
Da ora in poi i miei racconti saranno stupefacenti Balle, mescolate a mezze verità.
Farò doppi e tripli salti mortali carpiati pur di non dire ciò che è stato nella mia vita.

Chi mi ama, mi segua.

Spero che la fantasia mi assisterà, nei prossimi racconti; ci sono troppi protagonisti che non vogliono divulgare i fattacci loro ed io non posso prendermi la libertà di sputtanarli, anche se lo farei volentieri in certi casi.
Lo farò ugualmente, ma con delicate parafrasi.
Unirò spruzzi di verità, nascosti dentro racconti fantascientifici.

Chiedo umilmente "SCUSA" a mia madre per averla trattata male nei miei racconti, in realtà abbiamo imparato a volerci bene, nonostante tutto ciò che è stato.
Ma raccontare di lei e della mia infanzia era fondamentale per il lavoro di autoanalisi che sto sperimentando su me stessa.
Ho capito che sono gli eventi della vita a portarci verso la malattia, soprattutto quella mentale.
E sono altrettanto sicura che la chiave per guarire la abbiamo noi stessi, ma in un enorme mazzo di chiavi che abbiamo seminato chissà dove, durante le nostre follie. A volte questa chiave si trova in un altra dimensione, e diventa impossibile ritrovarla.

Ringrazio i miei genitori per avermi fatta diventare quella che sono oggi.
Ho imparato da loro a non essere razzista, a non avere pregiudizi ed essere umile, nonostante tutto ciò che ho vissuto sulla mia pelle.
Però ho anche imparato ad amare più gli animali che gli esseri umani, perchè gli animali non mentono e non tradiscono, al massimo ti ignorano.

L'unica cosa che non posso perdonare a mia madre è che ha fatto nascere dentro di me il terrore per il viaggio.
Ho la fobia di muovermi dall'Italia, anche se fra i miei progetti futuri c'è quello di emigrare, per trovare lavoro.
Spero che per necessità riuscirò a superare le mie ataviche paure.
Emigrare, ne sono sicura, mi aiuterà a distaccare il passato dal presente e darà nuova linfa al mio vivere ed al mio scrivere.
Perchè qui, ho perso le speranze e svegliarsi ogni giorno è sempre più difficile.
Se non sono ubriaca non riesco a sorridere e tutto mi fa vomitare.

Ma non cedo. E se non cedo è perchè ho due figli che sono la mia ragione di vita e per loro

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