Iniziai a frequentare le scuole medie, che si trovavano a due passi da casa dei miei nonni.
Andare a scuola mi è sempre piaciuto, fino ad allora, ma le medie le ho proprio odiate.
Avevo tutti professori decrepiti e come se non bastasse, il primo giorno dell'anno scolastico ci portarono tutti a messa in una enorme chiesa. Orrore.
Ero già stata trascinata a messa altre volte, dal fratello baciapile di mia madre. Orrore, orrore, disagio totale:tutti che si alzavano e sedevano all'unisono ed io che non sapevo nemmeno farmi il segno della croce.
Mi rifiuto, fin dalla più tenera età, di credere in Dio, per me Dio è Mick Jagger.
A scuola andavo malissimo in tutte le materie, tranne che in Inglese.
La professoressa di Inglese non riusciva a capacitarsi di come io sapessi già tutto, feci la vaga e le buttai lì che ascoltavo le canzoni, poi le traducevo. Mi odiava, ma era costretta a darmi ottimi voti.
Durante un'estate che passai a casa di mia madre in via S. Carlo 27, lei decise che voleva andare in vacanza, al mare.
Cazzo, ero di nuovo in trappola.
Rovistò in tutte le tasche, dove trovò complessivamente circa 100 lire. Ma questo non era certo un problema.
Così partimmo in autostop, direzione: Puglia.
Ricordo che i primi a darci un passaggio furono quattro tossici che avevano appena rubato un macchinone di lusso. Simpatici e gentili.
Poi un'infinità di altri passaggi; inevitabilmente la mano dal volante passava alle cosce di mia madre, io ero dietro, ma era come se non ci fossi.
Direi che ad occhio e croce dovevo avere 12 anni.
Arrivammo in Puglia e ci piazzammo in un campeggio, dove ci regalarono una tenda semidistrutta e ci fecero accampare, nonostante non avessimo denaro.
A volte però abbiamo anche dormito in un cespuglio spinoso vicino alla spiaggia.
Si mangiava solo quando qualche anima pietosa ci offriva qualcosa.
Altro che vacanza, pensavo, questo è un cazzo di corso di sopravvivenza.

Al ritorno beccammo un passaggio da un camionista che ci portò direttamente a Bologna, previa breve sosta in autostrada, per scoparsi mia madre nel rimorchio, mentre io aspettavo in cabina.
Tornata a casa, trovai i miei due criceti che si erano sbranati a vicenda per la fame.
Andrò all'inferno, lo so.
Ho vissuto in via S. Carlo con mia madre in diversi periodi della mia vita, era una via particolare, un piccolo universo a parte dove ho potuto conoscere diversi personaggi.
Per un po' mia madre fece un lavoro che consisteva nel fare interviste, e per farle doveva andare a suonare campanelli in giro per la città. A volte mi portava con sè, e fu in uno di questi giri che conobbi una bellissima ragazzona un po' più grande di me e mia omonima.
Dopo qualche anno scoprii che anche Alice abitava in via S. Carlo. Fu amore e ci consideriamo sorelle tuttora.
In vari periodi della mia vita mi ha aiutata, consolata e sostenuta. Se mi capisce è perchè anche lei non ha avuto vita facile.
A 14 anni mi beccai la varicella, durante il periodo scolastico. Ero con mio padre, ma ad un certo punto si dovette assentare forzosamente (dice che se parlo mi denuncia per diffamazione).
Così, per farla breve, rimasi sola in casa.
Presi la cornetta e telefonai alla mia migliore amica dell'infanzia di nome TeeLe dissi che era successa una cosa e che ero sola.
Andai a casa sua e lei si prese cura di me, consolandomi.
Vi meravigliate della mia cosiddetta forza.
La verità è che se sono sopravvissuta alla mia infanzia/adolescenza, lo devo soprattutto a tutti gli amici ed amiche che mi hanno sempre voluto bene, nonostante io sia sempre stata una tipa taciturna ed a tratti, tetra.
Checchè se ne dica dell'amore, è l'amicizia il sentimento migliore.
Ed è questa la religione in cui credo.

In inglese eri un mito...una volta traducesti "l still haven't found what I'm looking for", una frase complicatissima per quei tempi. Ti ammiravo per la tua sapienza in quella materia, poi avevi sempre ai piedi delle Vans fantastiche ☆☆☆☆☆
RispondiEliminaCommento di prova
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RispondiEliminaCiroCinzano says:
RispondiEliminaAnch'io, tornando da Filicudi, beccai un passaggio da un camionista. Era calabrese, perché io in queste cose non ho mai avuto fortuna. Non m'ero nemmeno sistemato sul sedile che mi proibì di aprire il bauletto del cruscotto. "C'è una pistola, non sai come si usa, non t'azzardare". Fino a Roma non fece che parlare di cazzate e dinamite.
A volte mi chiedo che cosa si sogna a fare. Basta andare in giro per un po'...